15 settembre 2018

Las Vegas, dove l’oro c’è ma non è quello che luccica

Che strano, questo viaggio negli Stati Uniti, così diverso da come l’avevo immaginato, che bello questo viaggio, così diverso da come l’avevo immaginato. E quanti combattimenti all’ultimo sangue tra il mio l’immaginario, con quella tonnellata di immagini di cui mi sono nutrito in anni e anni di film e telefilm e canzoni e libri e tv americana, e la realtà che non guarda in faccia a nessuno. Più sei affascinato dagli Stati Uniti, più gli Stati Uniti ti riempiono di schiaffi una volta arrivato, ingenuamente pronto a vivere tutto quello che avevi immaginato nelle tue comode domeniche torinesi tra libri, film e telefilm.

Prendiamo Las Vegas

Uno si immagina un posto come quelli che ha visto mille volte in mille foto d’epoca: un nastro d’asfalto e ai lati un’esplosione di forme e colori, neon e lampadine. Certo, sapevo che non mi sarei ritrovato come per magia in una bolla spaziotempo rimasta ferma agli Anni Sessanta, ma niente avrebbe potuto prepararmi allo shock della prima notte in città.

Hotel privi di qualsiasi glamour, l’aria resa irrespirabile dal puzzo di sigaretta e dai fumi dei disinfettanti e dei deodoranti. Scrosci d’acqua o tintinnii di moneta, applausi e risate, auto che accelerano e ruggiti: tutto potrebbe essere vero e tutto finto allo stesso tempo, la distinzione tra vero e falso diventa inutile e ti ritrovi in un perenne dubbio.

Insomma, una città progettata per confonderti, tirarti (strattonarti, meglio) prima qui poi là, tentarti stuzzicarti in un inganno continuo, in un continuo gioco di specchi, che dopo un po’ ti sfinisce e ti lascia rintontito, come dopo una sbronza in quello stato di dormiveglia in cui tutto potrebbe essere o non essere affatto ma non t’importa tanto che differenza fa.

Tutto confonde, tutto attrae e disgusta, tenta e repelle. Affascinante, senza dubbio. Lontanissima dalla Las Vegas che immaginavo, però.

America Nascosta: Las Vegas

The Neon Museum. Per fortuna tutte neon e lampadine esistono ancora, semplicemente non si trovano più sullo Strip. Bisogna prendere l’auto e puntare al centro città, stare alla larga dalla Fremont Street Experience ma restare su Fremont Street. Il Neon Museum lo riconosci subito, ovviamente dall’insegna piena di stelline e lampadine, e se sei appassionato di quel mix folle eppure a modo suo allegro e leggero, ti entrerà subito nel cuore: insegne su insegne, alcune intere alcune a pezzi, alcune come nuove altre un po’ malandate, della Las Vegas della seconda metà del secolo scorso. Quel mix

Las Vegas Academy of the Arts. Sempre restando su Fremont Street, a qualche isolato di distanza dalla famigerata Freemont Street Experience, c’è quel che resta del centro abitato di Las Vegas, uno spazio chiaramente alla ricerca di una nuova identità dove però si possono trovare un bel po’ di cose interessanti come questo bellissimo esempio di Art Deco per giunta magnificamente restaurato.

Guardian Angel Cathedral. E poi la follia di una cattedrale cattolica nel bel mezzo dello Strip, tra il Wynn e la Stratosphere Tower, un angolo di puro, autentico, mid-century religioso deliziosamente fuori luogo. Vale la pena fermarsi per dargli un’occhiata. Ovviamente il contesto per il quale era stata progettata (selva sconfinata di insegne di motel, drugstore e casino a conduzione familiare) non esiste più, ma l’architettura è solida a tal punto che è più che sufficiente per aiutarci a immaginare lo Strip di quegli anni.

Little Church of the West. Ovviamente in un giro a Las Vegas non può mancare la wedding chapel e non c’è wedding chapel più bella della Chiesetta del West: un appezzamento di terreno verdissimo bellissimo lussureggiantissimo che sorge ai confini della città, lì dove lo Strip dei casino e delle migliaia di turisti lascia il passo a motel abbandonati e drugstore nei quali non metteresti piedi nemmeno a un passo dalla morte per disidratazione. Un angoletto di paradiso, una pausa all’insegna della serenità, in cui si respira -cosa incredibile per Las Vegas- uno strano senso di autenticità.

Pubblicato il 15 settembre 2018

Categoria: America Nascosta

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