19 gennaio 2018

‘A livella

C’è un modo di parlare di content marketing che non sopporto: quello fatto di mai più e mai più senza. No, parlo della tendenza a seguire, imitare, fare come ci dice l’algoritmo, fare come fa Taffo o Ceres o la Sandretto.

Io adoro le regole. Sono di quelli che le sopresine kinder le montano seguendo le istruzioni perché il vero piacere sta nel seguire le istruzioni mica nel giocattolino. Mi fermo agli STOP anche in pieno deserto, per farvi capire. Regole e istruzioni sono un’invenzione meravigliosa: ti liberano dalle responsabilità, dalla paura dell’ignoto, dall’onere della scelta.

Ma siamo davvero sicuri che “fare come dicono” sia una strategia vincente quando si fa comunicazione? Siamo sicuri che rincorrere l’algoritmo o l’ultima case-history di cui tutti parlano sia la strada giusta?

Il fascino inarrestabile dell’algoritmo

La prima spinta all’omologazione si chiama algoritmo. Quando si fa il mio lavoro è fondamentale essere aggiornati sulle modifiche all’algoritmo della piattaforma su cui stiamo lavorando. Ma se mettessi al centro del mio lavoro l’algoritmo (e le sue infinite varianti) al centro del mio lavoro ci sarebbe Mark, non il mio cliente, mi trasformerei in un ottuso esecutore di partiture altrui, e confonderei la conoscenza dello strumento con la capacità di saperlo suonare.

La seduzione irresistibile della Ceres

L’altra spinta all’omologazione si chiama successo. Succede che una pagina ha successo (o che tutti dicono che ha successo che è un po’ la stessa cosa) e tutti giù a copiarla, a prescindere da tutto.

Sarebbe tanto più interessante capire i ragionamenti che hanno portato a ridere della morte (Taffo, ce l’ho con te!) o a stare sempre sul pezzo (Ehi Ceres, fatti avanti se hai il coraggio!) o a fare un mixtape del pop contemporaneo (Ehi, tu FSRR, non far finta di niente!) e invece tutti (ok, quasi tutti) che si limitano a imitarne l’esecuzione, e poco importa se non ha niente a che vedere con il tuo cliente.

Copia conforme is the new black

Il risultato di questa doppia spinta all’omologazione è uno slittamento del concetto di qualità. Siamo bravi se e solo se ci conformiamo, possibilmente in duplice copia, all’algoritmo di turno e al guru del momento.

Fatto bene diventa sinonimo di fatto come fanno tutti. Fatto banale diventa sinonimo di fatto bene. Fatto bene se fatto noioso.

No, non mi piace.

Sovvertiamo il finale?

E invece no, dai, facciamo così: fottiamo il sistema. Manda a memoria l’algoritmo e osserva implacabile chi ha saputo fare meglio di te ma poi -promettilo!- ribellati, decidi in autonomia, fa’ come pare a te e a nessun altro, libero di fregartene di tutto se ti sembra la strada migliore per il tuo cliente.

Libero di violare, libero di differire, libero di essere chi ti dicono di non essere. Liberi tutti.

Pubblicato il 19 gennaio 2018

Categoria: Blog

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