12 febbraio 2014

La forza del gioco

L’altro giorno sono incappato in un post di Oliver Emberton in cui si descrive l’esistenza di ciascuno come un immenso gioco di strategia: l’infanzia consiste in una serie di tutorial e la vita nella gestione di parametri come salute, energia e forza di volontà strettamente dipendenti tra loro.

Nulla di rivoluzionario, soprattutto se avete già giocato a The Sims, però mi dà l’occasione per spiegare perché penso che il gioco sia uno strumento molto potente per conoscere la realtà che ci circonda in tutte le sue complicate sfaccettature.

In primo luogo, il gioco è una versione semplificata della realtà, in cui possiamo prenderci la libertà di semplificare questioni complesse: magari ci perdiamo qualche pezzo ma se prima eravamo in un labirinto avvolto nella nebbia, ora la nebbia è andata via e abbiamo una mappa abbozzata in mano; in secondo luogo, il gioco permette di sbagliare senza conseguenze sulla vita reale: se qualcosa non funziona, riparto da zero e non ci penso più; in terzo luogo, il gioco è lo strumento perfetto per riflettere sulle regole e scoprire che spesso non si fondano su nulla di naturale (nel senso di inevitabile) ma su punti di vista e prospettive umanissime che possono essere prese e riscritte.

Il gioco rende tutti filosofi, insomma. E pure rivoluzionari.

Pubblicato il 12 febbraio 2014

Categoria: Blog

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